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Caldo o freddo per dolori articolari e muscolari?

Aggiornato: settembre 2026

È la domanda che si sente in ogni farmacia. La risposta dipende meno da dove fa male e più da da quanto tempo — e dal fatto che la zona sia gonfia o no.

Quando il caldo ha senso

Il caldo si adatta a tutto ciò che è rigido e contratto ma non acutamente infiammato: il collo dopo una giornata al monitor, la zona lombare dopo il giardinaggio, i muscoli il giorno dopo lo sport. Rilassa la muscolatura e rende i tessuti più estensibili, per questo si usa piuttosto prima del movimento che dopo.

Vale anche per la classica rigidità mattutina. Chi si sveglia «arrugginito» e dopo dieci minuti di movimento sta meglio rientra in questo gruppo.

Quando conviene il freddo

Il freddo appartiene al trauma recente. Caviglia storta, contusione, stiramento: nelle prime 24–48 ore raffreddare attenua gonfiore e dolore. Lo stesso vale per un'articolazione gonfia, calda o arrossata: lì il caldo peggiorerebbe le cose.

La regola più breve: se la zona è gonfia e calda, raffreddare. Se è rigida e fredda, scaldare. Nel dubbio guardate l'orologio: su una distorsione, una contusione o uno stiramento recenti il freddo si applica di norma nel primo giorno o due; una rigidità installata da settimane è un'altra situazione.

Che cosa fa la capsaicina

I preparati riscaldanti raramente scaldano davvero. La capsaicina, la sostanza piccante del peperoncino, si lega a un recettore delle terminazioni nervose cutanee che normalmente segnala il caldo. Il cervello riceve quindi il messaggio «caldo» anche se un termometro non registrerebbe nulla. Canfora e mentolo fanno lo stesso con i recettori del freddo: da qui l'alternanza fresco-caldo di molte frizioni.

In pratica ne derivano tre cose. Lavarsi le mani, altrimenti la sostanza passa dalle dita agli occhi. Niente doccia calda né cerotto riscaldante subito dopo, perché il calore vero amplifica sensibilmente lo stimolo. E non fasciare stretto.

Per le preparazioni di Capsicum l'Agenzia europea per i medicinali mantiene una monografia dell'Unione, che però descrive preparazioni definite a concentrazione stabilita, non un cosmetico qualsiasi con la stessa pianta in etichetta.

Cosmetico o medicinale — perché non è un dettaglio

Le frizioni da scaffale sono di regola prodotti cosmetici. Che cosa possono essere e che cosa può comparire sulla confezione lo stabilisce il regolamento (CE) n. 1223/2009. Un cosmetico cura la pelle e ne modifica la sensazione: non tratta una malattia. Se una confezione promette comunque di guarire l'artrosi, non è un pregio ma un campanello d'allarme.

Per lo stesso motivo sulla nostra pagina di Artodip Gel non troverete promesse di guarigione, ma composizione, uso e limiti.

Quando nessuno dei due basta

Né caldo né freddo sostituiscono un accertamento se

In quei casi l'indirizzo giusto è l'ambulatorio, non l'armadietto dei medicinali.